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Rievocazione storica 2005

Una Rievocazione aderente al suo tempo

Anche quest’anno Pacentro sarà teatro della complessa Rievocazione Storica «I Caldoreschi. L’Arrolamento della Gente d’Arme di Antonio Caldora nell’anno del Signore 1450», malgrado gli organizzatori continuino a muoversi tra croniche difficoltà finanziarie e problemi logistici di ogni genere. La Rievocazione perseguendo fini molteplici e di popolo, consente a Pacentro per un paio di giorni di riappropriarsi di un pezzo della sua storia millenaria, lieta e meno lieta. E’ un miracolo che si ripeterà, si spera, anche quest’anno. Si è cercato di aumentarne il livello spettacolare e di aderenza alle giornate felici ed alle paure inconscie del segno dei tempi del XV secolo e di partecipazione degli spettatori attraverso l’espressione del loro giudizio sui processi che si terranno.

02.jpgPiù volte, ci è stato fatto osservare che nel Corteo Storico in particolare, e nella Rievocazione in generale, non sono presenti figuranti che rappresentino la povera ed umile gente. In proposito, si ritiene di evidenziare che non solo i poveri ma anche i benestanti, in ogni epoca, hanno sempre sentito forte la necessità di evadere dalla monotonia quotidiana e dalla povertà. Il corteo nuziale di un ricco signore, una festa religiosa, l’arrivo di un’autorità in parata nel paese erano occasioni che consentivano un’evasione dalla realtà facendo sperare e sognare, anche se per poco e senza alcun costo. La riproposizione di un giorno di festa rievocando fatti del XV secolo si prefigge lo scopo di far fantasticare sui tempi andati e la bellezza del tutto dovrebbe portare ad elevare lo spirito. Sul Quattrocento, epoca successiva alla pestilenza che cambiò e acuì il senso della vita in tutte le zone dell’Europa si è scritto: «Quanto più grande è il contrasto con la miseria della vita di tutti i giorni, tanto più diventa indispensabile la festa, e tanto più sono necessari artifizi potenti per sentire nell’ebbrezza della bellezza e del piacere quel lenimento della realtà, senza il quale la vita è insipida. Il XV secolo è un’epoca di forti depressioni e di sostanziale pessimismo». Anche per quest’aspetto importante, la Rievocazione tenta di assolvere al suo compito.

 


I Caldoreschi

10-zero_definizione.jpgLa manifestazione ruota intorno al Conte Antonio Caldora che perse il titolo di duca dopo la sconfitta di Sessano nel 1442 ad opera del Re Alfonso d’Aragona e del tradimento del suo capitano d’arme Paolo di Sangro.

Antonio mirava a diventare Re, se non di tutto il Regno di Napoli, almeno di una sua parte (ricadente in Abruzzo, Molise, Puglia e Campania).

Come attesta questo brano tra lui ed il Re Renano d’Angiò: «Lo mercoledì ali 6 de Giuglio 1400 Re Ranato fe partire lo campo da Jgliulo et passare padule de Napoli per più fortezza et assettato lo campo Re Ranato se meno con esso a mangiare Ramundo caldola: Antonio caldola, Lionello acerza muro Conte de Celano, Troyano Caracciolo, Riccio de monte chiaro, et più altri signori dentro lo castello de Capoana, dentro lo castello de Capoana, mangiato che ebbero se fe convenire tutti questi signori e suo consiglio dentro una camera lo Re Ranato incombenza a parlare in tal modo:

Antonio Caldola voi sapite che me mandastivo chiamando, et io venne in tanto pericolo de dio et de lo mundo a ponereme liberamente a vostre mane, che si uno schiavo o domestico famiglio havessivo mandato ad chiamare non ve saria venuto in quella forma: venne io a voi io non come Re, ma come Erario mi posse a gire riscotendo et scorticando tutta Puglia, et Apruzo et non nde possea tanto riscotere quanto più ne calava ala gola vostra, et voj come le dovevi dare ale gente d’arme le ponive a cascia, po volevi Solmona che la faciste ribellare tutti, et stratij me hai fatto in Apruzzo: po me convenni venire ali pedi toi, et per la via io comandava, et tu scomandavi et eri obbedito; pretermettendo tutto questo dogliome del gran tradimento, me hai fatto che potesti rompere et pigliare Re de Rahona distilo arreto, et non volesti, io te accerto che sono venuto da franza ad essere Re et signore de questo Reame e non subdito, et famiglio tuo…

Antonio Caldola resto tutto confuso et non sebbe altro che rispondere: ad me sacra Maesta non parse lo partito conosco migliore de vostra Maesta le conditione de Italia…».

La presenza di diversi congiunti di Antonio che operarono insieme a lui sullo scenario del XV secolo ha indotto a modificare il titolo della manifestazione in «I Caldoreschi» perchè la forza dei Caldora consisteva principalmente nel gran numero e nella stretta unione dei parenti: nel parlamento di Ferdinando il Cattolico mentre gli altri Baroni sono enumerati singolarmente, essi appariscono con un tutti i Caldoreschi. Ed in un altro brano del 1440 sono riportati come «Tutti i signori di casa Caldola».

La Rievocazione cerca di pubblicizzare a suo modo anche la tradizionale Corsa degli Zingari, di origine Longobarda, chiamata nel passato della Preta Spaccata o della Madonna. La Corsa, che nel passato consentiva l’accesso alla libertà, servì nei secoli dopo il Mille alla selezione militare per le milizie. Parte dell’essenza della storia individuale e collettiva della comunità si ritrova nel rito di iniziazione dei giovani che ogni anno corrono scalzi sui sentieri sassosi del Colle Ardinghi.

 


La Rievocazione storica 2005

Protagonisti di questa VIII edizione, per il ciclo delle investiture, sono coloro che hanno vinto le Corse degli Zingarelli (Alessio Marcaurelio e Loris Di Toro) ed il terzo arrivato nella Corsa degli Zingari (Lino Rubino); Enzo Battaglini e Maria Rosaria Leombruni saranno i protagonisti del matrimonio medievale. Le dame accusate di stregoneria saranno impersonate da Serena Pennelli e Marianna Restaino. L’introduzione dell’eresia e del fidanzamento costituiscono i temi nuovi 2005: il primo cerca di porre in evidenza che una volta bastava poco per essere considerati eretici e finire sul rogo; l’altro completa il ciclo del matrimonio. Romano Mastramico impersonerà «il Templare» accusato di eresia; Lisa Di Cicco e Davide Garofalo saranno la coppia di fidanzati. Si è tentato di valorizzare il sepolcro Caldora – sito nella Cappella di San Nicola all’interno del Monastero di Santo Spirito del Morrone, eretta con un lascito testamentario di Roberto de Luczinardo dopo il 1350 – realizzando i vestiti di Rita Cantelmo e Giacomo Caldora.

Ringraziamenti vanno all’Amministrazione comunale di Pacentro, al Sindaco ed agli inserzionisti tutti. Un ringraziamento particolare agli insegnanti ed ai ragazzi dei corsi per chiarine, tamburini e flauti impegnati coscienziosamente per cinque mesi e alle signore che li hanno coordinati oltre che a tutti gli altri organizzatori.
Un dvd relativo alla Rievocazione 2004 ed un a presenza su Internet hanno spinto la pubblicizzazione della manifestazione su uno scenario più ampio.

Ci auguriamo che l’VIII edizione ripaghi pure quest’anno i sacrifici ed il lavoro degli organizzatori e porti quello gioioso entusiasmo tra la comunità locale, i figuranti ed i turisti.

Infine, un pensiero affettuoso va alla memoria di Pietro Di Nello, scomparso di recente, che per cinque anni ha dato la sua bella e forte voce all’Invito ai giovani a partecipare alla Corsa degli Zingari: a lui l’Associazione Culturale Pacentrana dedica l’VIII edizione della Rievocazione Storica

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